Perez ha ottenuto la pole position al termine delle qualifiche che si sono disputate al Jeddah Corniche Circuit, sede del GP Arabia Saudita, seconda tappa della stagione F1 2022. Il pilota della Red Bull ha preceduto le Ferrari di Leclerc e Sainz e il compagno di squadra Verstappen, quarto. La prima delle Mercedes è stata quella di Russell, sesto tra le Alpine di Ocon e Alonso, mentre Hamilton è stato clamorosamente eliminato nel Q1. Bottas, ottavo con l’Alfa Romeo, ha preceduto Gasly e Magnussen a completare. La Q2 è stato interrotto per quasi un’ora a causa del tremendo incidente di Schumacher alla curva 12, con un impatto laterale contro il muro a quasi 250 km/h. Il tedesco della Haas non ha riportato conseguenze fisiche, venendo trasportato prima al centro medico e successivamente in elisoccorso all’ospedale.
RED BULL: SET-UP A BASSO CARICO AERODINAMICO VINCENTE
Perez scatterà dalla prima posizione in griglia di partenza per la prima volta in carriera in F1 alla presenza numero 215, mentre il team-mate Verstappen partirtà quarto dopo un travagliato Q3 dal punto di vista della gestione della temperature e dell’aderenza degli pneumatici soft. Il messicano è stato protagonista di un giro superlativo nell’ultimo tentativo, con parziali record nel secondo e terzo settore. La Red Bull ha mostrato sin dalla prima sessione di prove libere di adattarsi in modo spiccato alle caratteristiche del Jeddah Corniche Circuit.
La pista mediorientale è costituita da curve veloci in successione, rapidi cambi di direzione in sequenza nel primo settore e tre lunghi tratti da oltre 320 km/h orari di velocità di punta. La monoposto anglo-austriaca è dotata di un'ottima efficienza aerodinamica, caratteristica tecnica fondamentale sul tracciato saudita al fine di massimizzare la performance sul giro. Data la quantità di punti di carico aerodinamico che la vettura di Milton Keynes riesce a generare dal corpo vettura senza essere soggetta ad un elevata resistenza aerodinamica all'avanzamento, i tecnici hanno adottato una configurazione aerodinamica a basso carico aerodinamico su ambedue le monoposto per privilegiare la velocità di punta e sfruttare la potenza della Power Unit Red Bull Powertrains.
Sul curvilineo che porta dalla curva 24 alla curva 27, Verstappen e Perez sono transitati a 337 km/h, un valore di riferimento nettamente più alto della concorrenza. Su una pista che per il 79% si percorre con l'acceleratore pigiato al massimo, l'efficienza aerodinamica risulta un parametro tecnico fondamentale al fine di coniugare la deportanza generata nelle curve veloci e la velocità massima sugli ampi tratti da affrontare in pieno.
In occasione della tappa in Arabia Saudita, il costruttore anglo-austriaco ha portato una nuova versione della beam-wing, con il doppio profilo alare meno svirgolato e più lineare nel suo disegno in modo da creare meno resistenza aerodinamica all'avanzamento, e una doppia specifica di alettone posteriore a basso carico. Nell'arco delle sessione di prove libere che si sono disputate ieri pomeriggio, Perez e Verstappen hanno svolto delle prove comparative con due differenti tipologie di ala posteriore.
Alla fine, è stata selezionata specifica testata dal messicano, con un corda ulteriormente ridotta molto simile a quella che verrà impiegata a Montreal a o Spa Francorchamps. In virtù delle criticità riscontrate ieri nel far funzionare correttamente gli pneumatici soft all'asse anteriore, la Red Bull ha svolto un mirato lavoro con la calibrazione degli elementi sospensivi al fine di trovare subito nell'outlap la corretta finestra di utilizzo, in termini temperature, il compound più morbido della Pirelli evitando sottosterzo in inserimento curva.
Tuttavia Perez è riuscito a massimizzare la prestazione nell'ultimo time-attack del Q3 con i pneumatici soft, mentre Verstappen ha accusato difficoltà nel trovare grip tanto da chiudere il primo short-run a 8 decimi dalla vetta e il secondo a quasi tre decimi dal crono che è valso la pole position al compagno di squadra. L'olandese ha sempre effettuato due giri di riscaldamento con andature differenti, ma nell'ultima fase ha completamente perso il feeling nella vettura a causa della mancanza di grip con le mescole morbide.
FERRARI F1-75 SI CONFERMA AL TOP
La Scuderia di Maranello ha confermato quanto la F1-75 sia un progetto nato su solide base e competitivo ai massimi livelli, tanto che Charles Leclerc ha chiuso secondo, a 25 millesimi dal poleman, precedendo Carlos Sainz. A differenza di quanto ha fatto la Red Bull, i tecnici del Cavallino Rampante hanno adottato una configurazione aerodinamica ad alto carico aerodinamico, set-up che ha fatto la differenza soprattutto nel primo settore.
Il tratto iniziale del Jeddah Corniche Circuit richiede deportanza, precisione di inserimento all'avantreno e un anteriore reattivo e agile nei cambi di direzione e nelle curve ad alta velocità di percorrenza. La monoposto modenese produce un elevato carico aerodinamico come si è potuto denotare anche nel secondo settore del Bahrain International Circuit, quello più tecnico e guidato che esalta la deportanza generata dal corpo vettura.
L'approccio scelto dalla Ferrari dal punto di vista del set-up aerodinamico è dovuta anche al fatto che la Power Unit Ferrari 067 SuperFast è molto performante nell'erogazione lineare della potenza che, unita a una bassa resistenza aerodinamica all'avanzamento generata dalla vettura italiana, consente velocità di punta di rilievo nonostante un assetto più carico.
Infatti Sainz e Leclerc hanno raggiunto rispettivamente i 328 km/h e i 326 km/h, contro i 337 km/h della Red Bull di Perez, una differenza marcata, ma non eccessiva considerando le differenze di set-up tra le due vetture, che alla fine è risultata decisiva in termini di riscontri cronometrici. Il messicano ha ottenuto i parziali record nel secondo e terzo settore rispettivamente in 28.323 e 27.578 secondi, mentre le F1-75 hanno fatto registrare il migliori intertempi nel primo settore transitando in 32.124 con Charles e 32.289 con Carlos.
MERCEDES DAI DUE VOLTI: RUSSELL 6°, HAMILTON FUORI IN Q1
Per la Mercedes si è confermato ciò che si era denotato nella tappa inaugurale in Bahrain, la monoposto è a 7 decimi dalle rivali Red Bull e Ferrari. George Russell ha chiuso sesto a sandwich tra le Alpine-Renault di Esteban Ocon, quinto, e Fernando Alonso, settimo. L’inglese è riuscito a sfruttare quello che è il potenziale attuale della W13 ‘B’, una vettura chiaramente non performante come le rivali al vertice. Dal punto di vista prestazionale, è più di una la problematica tecnica che affligge la vettura tedesca.
Le velocità di punta della Mercedes sono state circa 12 km/h inferiori rispetto a quelle della Red Bull, il che denota come la monoposto sia soggetta ad aver una maggior resistenza aerodinamica all’avanzamento e di come la Power Unit M13E Performance non rappresenti più un vantaggio motoristico in grado di ampliare il delta velocistico sul resto della concorrenza come avveniva sino al recente passato.
Nel venerdì di Jeddah, la Mercedes ha posto l'accento sulla ricerca del miglior bilanciamento aerodinamico svolgendo delle prove comparative tra le due vetture e svolgendo sin dalla mattinata dei long con le differenti tipologie di pneumatico per comprendere maggiormente la competitività della monoposto sul ritmo gara. I tecnici di Stoccarda hanno testato due differenti specifiche dell'alettone posteriore optando la prima scelta col flap superiore completo nel design. Con minor carico aerodinamico, l'effetto porpoising, il pompaggio aerodinamico che causa i saltelli della vettura sul rettilineo, si innesca in modo meno marcato dato che vi è un minor carico verticale che grava sulla monoposto.
Per cercare di ridurre ulteriormente questo fenomeno, è stato svolto un accurato lavoro nella calibrazione degli elementi sospensivi, incrementando la rigidezza, e delle geometrie delle altezze da terra. Una maggiore altezza da terra attenua il porpoising ma rappresenta uno svantaggio per il bilanciamento aerodinamico.
La notizia del giorno è sicuramente l'eliminazione di Lewis Hamilton nel Q1 col sedicesimo tempo. Il sette volte iridato ha svolto un primo short run con mescole medium e un secondo short run finale con le specifiche soft, quelle più performanti per la prestazione sul giro secco. In ambedue le circostanze, il britannico ha riscontrato notevoli criticità alla guida della W 13 'B'.
All'avantreno si è denotato come il pilota abbia avuto difficoltà nell'arrivare al punto di corda della curva, aspetto che lo ha portato ad aver sottosterzo con un anteriore poco reattivo in inserimento. Col trasferimento di carico a centro curva, la problematiche all'anteriore si sono ripercosse al retrotreno, dato che in trazione in uscita la monoposto andava in sovrasterzo per mancanza di grip meccanico. Una serie di circostanze che hanno portato Hamilton a una clamorosa esclusione nella prima manche delle qualifiche.
Q2: CHE SPAVENTO SCHUMACHER
La seconda sessione delle qualifiche ha visto il tremendo incidente di Mick Schumacher. Il pilota della Haas ha perso il controllo della sua monoposto sul cordolo della curva 11 finendo per impattare sul lato opposto a quasi 250 km/h. Il pilota è stato soccorso dalla Medical Car e dall'ambulanza per poi essere portato prima al centro medico e successivamente trasportato in elisoccorso all'ospedale per ulteriori accertamenti.
Il tedesco aveva già rischiato di perdere il controllo della monoposto alla curva 9 e alla curva 11 ha perso direzionalità all'avantreno sul cordolo finendo in testacoda contro il muro alla sinistra. Fortunatamente Mick non ha riportato ferite, considerando soprattutto il notevole impatto laterale che ha completamente distrutto la vettura dal lato destro. Il Q2 ha visto l'esclusione di ambedue le McLaren che scatteranno appaiate in sesta fila con Lando Norris a precedere Daniel Ricciardo.
Il team di Woking ha leggermente migliorato le prestazioni mostrate in Bahrain, tuttavia la MCL36 non genera sufficiente carico aerodinamico dal corpo vettura e dal fondo, un grattacapo tecnico che sta costringendo i tecnici a lavorare alacremente sulla comprensione della monoposto per migliorarne il bilanciamento complessivo. A differenza del suo compagno di squadra Valtteri Bottas, che ha chiuso ottavo, Guanyu Zhou non è andato oltre la tredicesima posizione. L'unica Aston Martin superstite nel Q2 è stata quella di Lance Stroll, 15°.
Q1: HAMILTON OUT
La prima sessione delle qualifiche si è chiusa con l'eliminazione di Lewis Hamilton. Il sette volte campione del mondo per la prima volta dal GP Gran Bretagna 2009 non ha superato la prima fase delle qualifiche per mancanza di performance e non per episodi di sfortuna o incidenti. Il pluri iridato non ha trovato la quadratura del cerchio alla guida della sua Mercedes nè con le gomme medium nè soft. Le difficoltà dell'inglese sono testimoniate dal fatto che Alexander Albon, con la Williams, abbia chiuso a soli 159 millesimi da lui. L'angelo-tailandese ha chiuso davanti all'Aston Martin di Nico Hulkenberg e al compagno di box Nicholas Latifi. Il canadese è andato in testacoda in inserimento della curva 13 impattando contro le barriere esterne causando l'esposizione della bandiera rossa.